VE-NY/Contrasts

PROGETTO VE – NY

 

Il Progetto Venezia-New York prevede l'instaurarsi di un legame tra queste due città così significative per l'arte e per la società. Zora Romanska in questo contesto ha interpretato il tema dello sviluppo della famiglia nel futuro, ricavandone un quadro a tratti allarmante e a tratti rassicurante. All'interno di questo progetto, Venezia è il simbolo dell'Italia e della sua tradizione: la famiglia è ancora molto convenzionale e i cambiamenti sono ancora poco accetti.

New York invece rappresenta l'Altro-Mondo, in cui sembra che la trasgressione sia un valore imprescindibile, ma che instancabilmente si accanisce nel voler apparire una società “normale” e borghese. Ma cos'è in realtà ciò che chiamiamo normalità? Siamo davvero sicuri che questa immagine di famiglia sia veritiera? Solo due persone eterosessuali con dei figli legittimi sono da considerare “famiglia”? Si dispiega davanti a noi un quadro diverso da quello che la buona società e le istituzioni vogliono far credere. Questa intrusione nel mondo futuro ci permette di aprire gli occhi sul presente e dà l'opportunità ad ognuno di riflettere su quali siano i valori da considerare veramente importanti.

Zorà nella sua ricerca ha puntato su qualità fondamentali che non devono essere perse; devono essere anzi conservate e trasmesse di generazione in generazione, di genitore in figlio. Il suo viaggio immaginario prende avvio dal dipinto Perpetuazione della specie: una donna gravida è in piedi accanto al proprio compagno, al loro fianco vi è una culla. Nella stessa stanza c'è un grande tavolo con molte sedie simbolo di una famiglia numerosa. La chiave di lettura di quest'opera è costituita dal contenuto della culla: l'artista lancia una provocazione facendo in modo che non si capisca se il suo contenuto sia un essere umano oppure una macchina. Sorge spontanea dunque una domanda: una famiglia numerosa può nascere dalla macchina? Il problema della specie caratterizza anche il secondo dipinto: Riproduzione negata. In questo caso però l'artista lo interpreta dal punto di vista delle coppie gay, che non possono avere figli in maniera naturale. Due coppie di figure sono disposte ai lati di una sedia su cui è poggiato un pupazzo asessuato. Ancora una volta è una forte provocazione per far riflettere sull'importanza di generare figli. La terza opera è Riunione: un grande dipinto in cui compaiono molte figure vicine tra loro, diverse per età, sesso e carattere. È il ricongiungimento dei membri di un clan: essi sono segnati dalle prove della vita, e i tratti caratterizzanti del volto sono appena abbozzati, se non addirittura nulli, ma il legame che li unisce è più forte dei dolori ed è lenitivo per le ferite del cuore.

 

Curatrice: dott. Gladys Gardellin

Lussuria art
Striptease davanti all'organo art
Senza sguardo art
Riproduzione negata art
Perpetuazione della specie art
Ricordo III art
Ricordo II art
Ricordo I art
Riunione art
Stagioni umane art
Contrasto III art
Contrasto II art
Contrasto I art
PROGETTO VE – NY art

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